“A voce scritta” di Roberto Uggeri: Endless River – Pink Floyd

Endless River - Pink Floyd

“A voce scritta” di Roberto Uggeri: Endless River – Pink Floyd

Roberto-Uggeri

 

 

Ritorna Roberto Uggeri, amato dj di RTL 102.5, con le sue raffinate recensioni ed il suo stile coinvolgente. Oggi è la musica la protagonista, i Pink Floyd ed il loro nuovo lavoro “Endless River”

 

Endless River – Pink Floyd

Endless River - Pink Floyd

Gira sulla mia autoradio da stamattina.
Un ascolto prolungato e ripetitivo. Per acquisire e lasciar sedimentare. Per cogliere sin nelle pieghe più remote il senso esatto e la portata dell’opera. Del resto un disco atteso da vent’anni non può che avere il sapore dell’evento. Endless River dei Pink Floyd o quel che ne resta, ha il passo delle grandi suite strumentali e orchestrali del rock.

Restano il dubbio e la curiosità di immaginare cosa avrebbe cambiato o aggiunto la presenza del malinconico Waters. Di certo sullo sfondo c’è, importante, come forse non lo è mai stata prima, neppure quando era in vita e parte attiva della band, la presenza artistica di Richard Wright. Sembra quasi un suo disco da solista con la produzione, gli arrangiamenti e la chitarra di David Gilmour.
L’opera si divide in quattro parti, come nella migliore tradizione del progressive anni ’70.
Introspettiva, minimalista, quasi esistenziale. Certamente non facile, con uno sguardo rivolto al passato e un piede ben piantato nell’ultimo periodo della band che tanto fu criticato dai puristi.
Il suono è delicato, senza ostentare. La qualità purissima, senza indugiare in inutili orpelli.
I testi mancano, soprattutto ai primissimi ascolti. Ma poco a poco ci si ambienta. Come in un viaggio, anzi, meglio, come in un volo! Del resto è così che ci hanno abituato i Pink Floyd, sia che la mente creativa fosse quella di Barrett, Waters o Gilmour.
Solo più lisergico e psichedelico il primo periodo. Sognante poi cupo lo sviluppo negli anni a seguire. Ora il ciclo evolutivo è compiuto: non importa chi scriva, suoni o canti. La firma dei Pink Floyd è un tratto unico. Scolpito nella storia con mano ferma, indelebile e inimitabile. Come quello di Dante, Leonardo, Mozart e Chaplin.