“A voce scritta” di Roberto Uggeri

“A voce scritta” di Roberto Uggeri

Inauguriamo oggi un nuovo appuntamento con un grande della radio italiana, Roberto Uggeri di RTL 102.5

Roberto-Uggeri

Grazie a Roberto entreremo in punta di piedi nei mondi del cinema, dei libri e della musica. Scopriremo così il punto di vista di un fine osservatore nonché penna raffinata.

Buona lettura

The Judge

Cosa succede quando un padre e un figlio si ritrovano dopo anni di silenzio?
Cosa accade quando la giustizia non corrisponde alla verità?
Che valore ha la vittoria ottenuta con l’inganno?
Quanto insegna una sconfitta meritata?
Su questi e molti altri temi, sottotraccia, ci interroga The Judge.
Due su tutti: le complesse dinamiche famigliari e l’attaccamento o la repulsione per le proprie radici.
Grande prova d’attore di Robert Downey Jr.
Immenso, per l’ennesima volta, Robert Duvall.
Maiuscolo, come sempre, in un ruolo, solo in apparenza, marginale Billy Bob Thornton.
Classico film giocato in un’aula di tribunale con dialoghi veloci e sagaci che imprimono ritmo e mantengono alta l’attenzione.
Dettagli ed inquadrature che giocano da metafore efficaci di una regia da manuale firmata da David Dobkin.
L’anziano, coriaceo e integerrimo giudice Palmer ricorda per asprezza del personaggio l’immenso Henry Fonda del classico “Sul lago dorato”.
A differenza del capolavoro di Mark Rydell, in questo caso però, il rapporto di “amore-odio” non è tra coniugi ma tra padre e figlio.
The Judge resta, al di là della vaga similitudine, anche d’ambientazione lacustre, una storia appassionante e ben scritta, con dettagli curati, fotografia impeccabile e un cast di alto profilo.
Per chi “lavora nel mondo delle voci”, anche se in radio, quindi in un contesto affine ma parallelo, è inevitabile un commento e una nota di merito per il doppiaggio italiano della pellicola.
L’abile e navigato direttore Carlo Cosolo ha affidato il ruolo principale a un collaudato Luca Ward capace di fornire credibilità a un personaggio che rischiava di scivolare nella sicumera, come quello interpretato da Robert Downey Jr.
Dante Biagioni ha raccolto la pensante eredità del compianto Cesare Barbetti che in passato aveva sempre doppiato Robert Duvall, senza cadere nella retorica di un ruolo che celava quel rischio. Infine una nota di merito particolare per Emiliano Coltorti impareggiabile in un lavoro di sottrazione, all’insegna del “less is more”, interprete di un personaggio algido al limite dell’implosione, dunque di una difficoltà notevole sulla maschera imperscrutabile di Billy Bob Thornton.
Si esce dalla sala con un’ultima domanda: nella vita si educa di più con il pugno di ferro o con il guanto di velluto?
Forse servono entrambi per essere un buon giudice.
Forse anche per essere un buon padre.

Roberto Uggeri

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