“A voce scritta” di Roberto Uggeri: Torneranno i prati

A voce scritta di Roberto Uggeri: Torneranno i prati

Roberto-Uggeri

Citazioni colte da Rigoni Stern a Buzzati fino a Remarque.

Scelta fotografica originale, sospesa tra i colori cupi e il bianco e nero, passando per tutte le sfumature di grigio. Quasi fosse un dolente affresco contemporaneo.

Sullo sfondo una colonna sonora d’autore con Paolo Fresu e la sua tromba, malinconica come un Silenzio fuori ordinanza, oltre al bandoneon, di Daniele Di Bonaventura, delicato e mesto come un’armonica suonata in trincea.

Ermanno Olmi ha firmato un Apocalypse Now minimale nel quale la tensione dell’attesa scalza l’azione.

Nel solco di Primo Levi   si interroga sull’esistenza di Dio a fronte della barbarie in Terra. Lo cita nell’amara considerazione di un fante che in un ospedale da campo si chiede: “Dove si nasconde Dio non lo sa nessuno. Non ha avuto pietà di suo figlio in croce figuriamoci se si preoccupa di noi poveri cani!?”.

Gli umili sono voce narrante della storia, tanto che nei titoli di coda campeggia un laconico virgolettato: “La guerra è una brutta bestia che gira il mondo e non si ferma mai”. Parole di Toni Lunardi, pastore.

Fino alla chiosa di un soldato stanco che, guardando fisso nell’obiettivo, amaramente chiude sull’ultima inquadratura: “Un giorno tornerà l’erba, torneranno i prati e tutto quello che abbiamo patito non sembrerà nemmeno vero”.

Il valore artistico dell’opera è indiscutibile.

La poesia del regista tocca le corde degli animi più sensibili.

La narrazione ha il passo dello scrittore introspettivo.

Torneranno i prati è dunque pellicola raffinata e intelligente.

Troppo per me. Ammetto di aver faticato non poco ad arrivare sino al fotogramma finale.

Ringrazio però il Maestro per la sua opera breve.