A voce scritta di Roberto Uggeri: STORIE PAZZESCHE

STORIE PAZZESCHE

Non saprei dire se siamo di fronte al nuovo Tarantino in salsa argentina o all’allievo prediletto di Almodovar. Certo con Damiàn Szifron di Storie pazzesche siamo molto vicini ad entrambe le possibilità.

 

Questo film a episodi ci interroga sull’ansia di vivere. Tema che sento assai prossimo.

 

Non nascondo che i primi minuti serrano alla gola. Come una presa che toglie il fiato.

 

Una commedia grottesca con il passo delle opere italiane anni ’70 dei Maestri del genere, da Luciano Salce a Luigi Comencini, passando per Nanni Loy fino a Camillo Mastrocinque e Sergio Corbucci.

 

Le vicende, imprevedibili e disperatissime, si intrecciano con dialoghi incalzanti e personaggi esagerati ma col pregio di essere credibili. In rapida successione vediamo scorrere le nevrosi quotidiane che assumo, spesso, risvolti tragicomici.

 

Alla disperazione ribelle di un’anima pura che esclama: “Quel figlio di puttana vuol diventare sindaco, capisci!?”, ribattono disincantati due occhi che ne hanno viste tante con un laconico: “E ti stupisci? Sono i figli di puttana a governare il mondo”. Detto senza acrimonia, solo come ineluttabile analisi del presente.

 

Impossibile non provare tenerezza per l’impiegato vessato dalla quotidianità, dalle istituzioni, dal muro di gomma della burocrazia, vittima dell’ingiustizia che stritola, come un ingranaggio impossibile da fermare, con la protervia del potere. Come nella nemesi di “Un giorno di ordinaria follia” si farà giustizia da sé e diventerà, con la sua ribellione, icona dei vinti.

 

La “volpe” Szifron, guardano i titoli di testa capirete perché lo scrivo, ha la capacità dei grandi di coinvolgere e mostrarci che ogni situazione, anche la più orrida e, all’apparenza, perduta si può volgere a proprio vantaggio. Pur di saper usare la testa, con lucidità.

 

Ci porta sul baratro della follia che annichilisce e ci tende una mano offrendoci la soluzione più semplice: la verità. Per quanto dolorosa resta sempre la strada migliore per dipanare ogni matassa anche quella di una storia pazzesca.