“A voce scritta”: AC/DC “Rock or Bust”

 

 

“A voce scritta”: oggi Roberto Uggeri ci scrive del nuovo lavoro degli AC/DC “Rock or Bust”

Roberto-Uggeri

AC/DC

Qualche capello in meno. Qualche anno in più. La solita smorfia. La solita grinta. Sempre la stessa voglia di giocare!
A cominciare dalla copertina sulla quale il logo si frantuma in mille pezzi, come nelle figurine ologramma degli anni ’70.
Il nuovo Rock or Bust degli immarcescibili AC/DC è divertente come un videogioco.
Immediato e senza scampo come una fucilata. Undici tracce ad alta velocità. A sei anni di distanza da Black Ice. Il primo senza Malcom Young, uno dei fondatori. Assente per problemi di salute. Al suo posto il nipote Stevie, alla chitarra ritmica nella title track e nel prossimo tour.
Il disco comincia con il “Are you ready?” urlato a 80 decibel da Brian Johnson.
Irriverente come una linguaccia. Sfrontato come uno sberleffo.
Gli AC/DC 2014 ringhiano come Dogs of War. Seducono con la torrida Miss Adventure. Ci ricordano che stiamo vivendo Hard Times, pezzo tra i meglio riusciti dell’album con una bollente venatura blues sull’ultima nota di chitarra. Il loro è un Rock & Roll Thunder: scuote come un tuono. Dispensano gustose Sweet Candy a ogni bambino rock che c’è in noi.
E se è vero che “ogni genio è un gran fanciullo”, come diceva Schopenhauer, gli AC/DC saranno per sempre spassosi ragazzini.
Suona da ore sulla mia autoradio e lo farà ancora per giorni.
Impossibile scalzarlo.
Impossibile non esclamare, alla fine, “In Rock We Trust!”.

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