Intervista a Stefano Mastrolitti (Marzo 2013)

Stefano-MastrolittiDearadio – Ciao Stefano
Stefano – Ciao carissimi…
Dearadio – radio di appartenenza?
Stefano – Radionorba, la radio del Sud
Dearadio – a che ora sei in onda
Stefano – Dalle 6 alle 9 del mattino dal lunedì al venerdì con Anna Conte, il sabato mattina dalle 7 alle 9 da solo e poi ogni mattina conduco anche i “Giri di News” dalle regioni del Sud.
Dearadio – a che ora ti svegli
Stefano – Alle 4 del mattino
Dearadio – cambieresti orario?
Stefano – Forse no, è uno degli orari migliori per fare la radio. Anche se ogni giorno, quando apro gli occhi al risveglio, mi chiedo chi me lo faccia fare. Ma basta mettere un piede fuori dal letto per recuperare subito l’entusiasmo e la carica.
Dearadio – quando sei arrivato a Radionorba?
Stefano – Nel 2010
Dearadio – come è nato l’incontro con Radionorba?
Stefano – Con un provino per coprire una maternità. Ero tornato da poco da Roma, dove lavoravo come giornalista e qui ne cercavano uno per condurre i notiziari del pomeriggio. Doveva essere solo una sostituzione temporanea, poi le cose sono andare meglio di come speravo!
Dearadio – come è cambiata la tua vita con l’approdo a Conversano?
Stefano – Potrei rispondere con un romanzo e non basterebbe, quindi meglio una sola parola per descrivere la mia vita da quando sono qui: stravolta.
Dearadio – con il capo che rapporto hai?
Stefano – Quale dei due? Mi spiego: io devo confrontarmi ogni giorno con il direttore artistico, Alan Palmieri, per il mio lavoro da speaker e con il direttore della testata, Maurizio Angelillo, per quello da giornalista. Non sempre è facile mediare, trovando la giusta miscela tra informazione e intrattenimento, ma è una bella sfida professionale quotidiana. Però posso dire che con i “capi” c’è molta fiducia, fondamentale in entrambe le situazioni lavorative.
Dearadio – e con la tua compagna di diretta, Anna Conte?
Stefano – E’ una speaker straordinaria e una professionista, attenta, perfezionista e infaticabile. Ho imparato e continuo a imparare tantissimo da lei. All’inizio abbiamo faticato un po’ a ingranare, siamo due personalità molto forti, che tendono ad imporsi. Ma dopo un paio di ramanzine subite, mi sono placato, ho compreso i miei errori e si è creata una splendida alchimia. Non potrei immaginare una partner migliore.
Dearadio – con quali altri colleghi ti piacerebbe trasmettere?
Stefano – Pochi lo sanno, ma io ho cominciato con Stefania Sorrentini, che mi ha tenuto a battesimo qualche estate fa. Voce incredibile, disponibilità totale e grande verve. Ho trasmesso con Veronica, che è una autentica mitraglietta e ti tiene sempre sulla corda del ritmo. Con Alan, verso cui ho sempre un po’ di timore reverenziale. Con Enrico Fornaro, un genio assoluto. Con Daniele, abbiamo condotto un indimenticabile programma di capodanno. Insomma, sono più i colleghi con cui ho condiviso il microfono, che quelli ancora “vergini”. Ma darei il mio regno per una puntata con Antonella Caramia!
Dearadio – ascolti mai altre radio? Quali?
Stefano – Ascolto sempre le altre radio. È fondamentale tenersi al passo e capire come lavorano gli altri. Mi piace molto Radio Capital, grande musica e altissimo livello di informazione. Per l’informazione ascolto anche Radio1 e Radio24 e per la musica 101, molto aderente ai miei gusti personali. Se voglio evadere ascolto Radio 105 e sto ricominciando ad apprezzare molto anche Radio Deejay, due radio molto “parlate”. Se ho voglia di spingere le casse non disdegno neppure Virgin e M2O, ma, che ci crediate o meno, non potrei mai fare a meno di Radio Italia Anni 60!
Dearadio – ti sei mai trovato in imbarazzo durante la diretta?
Stefano – Decine di volte. La Peggiore? Una mattina mi sono lasciato sfuggire che “Babbo Natale non esiste”… Credo che non dimenticherò mai gli innumerevoli insulti ricevuti da mamme, papà e nonni imbufaliti!
Dearadio – qual’è lo stato di salute della radio italiana?
Stefano – Per rispondere a questa domanda non si può prescindere dalla situazione economica attuale. Credo che in Italia le radio grandi e piccole paghino il costo della crisi. Il crollo del mercato pubblicitario, che è la linfa dell’industria radiofonica, sta costringendo un po’ tutti a tirare la cinghia e in certi casi purtroppo a risentirne è la qualità del prodotto e l’autonomia delle emittenti anche nelle scelte artistiche. Ma sono convinto che la radio non morirà mai, anzi, se guardiamo gli indicatori, è l’unico mezzo di comunicazione che riesce a tenere e in certi casi va in controtendenza, mostrando segnali di crescita.
Dearadio – cosa cambieresti?
Stefano – Penso che, come per tutti i mezzi di comunicazione di massa tradizionali, la scommessa da vincere sia quella della diffusione in rete. La radio è da sempre il media più interattivo, perchè permette un feedback immediato con gli ascoltatori, senza troppi filtri, tra chi produce il contenuto e chi ne fruisce. Esiste un nuovo mercato radiofonico, quello della radio digitale, che secondo me, non deve essere visto come nuova concorrenza, ma come un’opportunità. Significa nuovi canali oltre quelli tradizionali, un po’ come il digitale terrestre per la tv. Bisogna capire come uscire dal modello generalista, e muoversi anche sul web. In questo i social network, le app per smartphone e lo streaming sui siti posso davvero dare una svolta epocale, ma vanno curati meglio e sfruttati molto di più.
Dearadio – collega nazionale preferito?
Stefano – Ce ne sono molti che apprezzo. Se proprio devo fare un solo nome, scelgo il direttore di Radio Capital, Vittorio Zucconi. Anche se forse la definizione di “collega” è un po’ azzardata.
Dearadio – la radio in tv, ti piace?
Stefano – Mi deve piacere per contratto! Scherzi a parte, credo sia una grande innovazione, che avvicina ancora di più la radio al suo pubblico e ne guadagna uno nuovo, che magari preferiva la televisione. Certo il lavoro per fare una radiotelevisione di qualità è molto più complesso per tutti, dagli speaker ai tecnici, ma sicuramente le soddisfazioni che se ne traggono valgono la fatica di realizzarla.
Dearadio – oltre la radio ti occupi di altro?
Stefano – Si, scrivo per alcune testate giornalistiche e cerco di ritagliare piccoli spazi per le mie passioni, anche se la radio assorbe gran parte del mio tempo. Perchè, contrariamentea quanto si pensi, il nostro impegno quotidiano non si limita alle 2-3 ore in cui siamo in onda. Quella è solo la parte più divertente.
Dearadio – cosa altro ti piacerebbe fare?
Stefano – Faccio quello che amo, non potrei chiedere di meglio. Se poi parliamo di improbabili “aggiunte” vorrei viaggiare ogni mese, scrivere un romanzo o due, giocare a pallacanestro in una squadra amatoriale, dipingere, iscrivermi a un corso di cucina, imparare a suonare uno strumento musicale e riuscire a leggere almeno i 7 libri in attesa sul mio comodino. Ma non basterebbero neppure giornate di 48 ore.
Dearadio – parliamo di musica. Artista preferito?
Stefano – Troppi.
Dearadio – ti piacerebbe poter scegliere i dischi da trasmettere?
Stefano – Si. Punto.
Dearadio – come vedi il futuro della radio?
Stefano – Prevedo un futuro di successo, se gli editori sapranno adattarsi al passo con i tempi e vorranno prendersi dei rischi scommettendo sulla qualità e non sulla quantità.
Dearadio – hai votato?
Stefano – Non ho mai perso un’elezione. Ritengo che il diritto di voto sia anche un dovere civico ineludibile.
Dearadio – si può dire per chi?
Stefano – No, non sarebbe corretto, nella mia posizione.
Dearadio – cosa pensi di Beppe Grillo?
Stefano – Passo. Ricevo già troppi insulti dagli ascoltatori, ogni volta che esprimo una qualsiasi opinione su esponenti politici.
Dearadio – parliamo di rete. I siti che visiti ogni giorno sono?
Stefano – In testa i social network. Facebook è una mia passione già dal 2008, quando in Italia ancora non lo conosceva nessuno. E ora anche Twitter, che ho cominciato a usare da pochissimo, anche se sono iscritto dal 2009. Poi tutti i siti delle agenzie giornalistiche e i principali quotidiani nazionali e locali, youtube (alla ricerca di svago) e naturalmente Google e Wikipedia, con la giusta dose di attenzione. Perchè quello che passa in rete non va sempre preso per oro colato.
Dearadio – che telefono hai?
Stefano – Ho da poco accolto in famiglia un bellissimo Iphone 5 bianco. Sì, la tecnologia è uno dei miei punti deboli.
Dearadio – consigliaci una app per cellulare bella!
Stefano – E me lo domandi pure? L’app di Radionorba, ovviamente. E’ gratuita, sempre aggiornata e permette di ascoltare Radionorba e guardare Radionorba Tv ovunque.
Dearadio – in tv cosa guardi invece?
Stefano – Guardo poco la tv. Mi piacciono i documentari di qualsiasi tipo, i film e le serie tv americane, i notiziari di tutto il mondo e tutto lo sport che non sia calcio. Badminton e curling compresi.
Dearadio – cosa non guarderesti nemmeno sotto tortura?
Stefano – Troppe cose.
Dearadio – Grazie per averci dedicato del tempo
Stefano – Grazie a voi. Rispondere alle interviste è una delle mie più grandi passioni. Dopo badminton e curling, ovviamente.

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